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mercoledì 27 ottobre 2010

Ancora minorenni per il nostro Premier


A sera la conferma dello scoop del Fatto. Aperto a Milano un fascicolo sulla storia di una giovane di origini marocchine che ha raccontato di avere incontrato B. ad Arcore insieme ad altre ragazze.

Aperto un fascicolo sulla storia di una ragazza marocchina, attualmente ospite di una comunità protetta, che avrebbe frequentato Berlusconi. La minore faceva parte del giro di Lele Mora
Chi gli sta vicino racconta che Silvio Berlusconi è da qualche giorno nervoso, preoccupato. Non soltanto per le vicende della politica italiana: c’è una storia, sottotraccia, che lo angustia più d’ogni conflitto dentro il Pdl, più delle vicissitudini del lodo Alfano, più dei rapporti con il capo dello Stato. Una ragazza, appena diciottenne, sta raccontando di avere avuto incontri con lui quando era ancora minorenne.

Un nuovo caso Noemi Letizia? No, una vicenda ancor più spinosa, perché questa volta la ragazza racconta fatti, incontri, contesto, particolari. Fa i nomi di protagonisti e comprimari. La storia ha, per ora, contorni molto indefiniti. La ragazza, la chiameremo “Ruby”, è di nazionalità marocchina e in questo momento sarebbe ospite di una comunità protetta.

Ma fino a qualche tempo fa faceva parte del giro di Lele Mora, che si vanta di essere un vecchio amico di Silvio Berlusconi ed è rimasto vicino al suo ambiente anche dopo le sue disavventure finanziarie (il crac della sua Lm management) e giudiziarie (da cui è uscito con un proscioglimento). La sua auto ha continuato a varcare i cancelli della villa di Arcore: a bordo, un sorridente Lele di solito accompagnato da un paio di ragazze.
“Ruby”, dunque, era in contatto con Mora. Faceva serate in discoteca, sperando di farsi notare per entrare alla grande nel mondo della moda o della tv. Poi avrebbe avuto il contatto ravvicinato (o i contatti ravvicinati) con Silvio Berlusconi. Questo, almeno, è ciò che racconta.

Secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano, i suoi racconti sono ora al vaglio dei magistrati della Procura della Repubblica di Milano: dichiarazioni tutte da verificare, perché non prive di smagliature e vistose contraddizioni. Potrebbero essere un tentativo di ricatto, una trappola, una storia inquinata. Oppure un confuso tentativo di farsi ascoltare, lanciato da una ragazza finita in una storia più grande di lei. Soltanto verifiche scrupolose permetteranno di capire che cosa c’è di vero nei racconti di “Ruby”.

Per ora, in questa vicenda scivolosa, di certo c’è solamente il fatto che una ragazza sta parlando. Il contesto è quello emerso negli ultimi diciotto mesi: a partire dalla primavera del 2009, quando il presidente del Consiglio partecipò in una discoteca di Casoria alla festa per il diciottesimo compleanno di Noemi Letizia; e Veronica Lario, moglie di Berlusconi, definì “ciarpame senza pudore” la candidatura di alcune giovani ragazze nelle liste del Pdl alle elezioni europee, ma soprattutto accennò a “figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica”. Poi scoppiò lo scandalo delle notti con Patrizia D’Addario e altre ragazze a Palazzo Grazioli, a Roma, e delle feste estive a villa Certosa, in Sardegna.

Un uomo politico alla guida del Paese ha il dovere di non rendersi ricattabile con i suoi comportamenti. Le cronache di questi mesi hanno dovuto invece registrare più d’una polemica attorno allo stile di vita del presidente del Consiglio. Questo oggettivamente lo espone, al di là di ogni valutazione morale, a pressioni e ricatti. Se poi quello che racconta “Ruby” fosse vero, sarebbe possibile anche ipotizzare reati. Avere rapporti sessuali con minorenni tra i 14 e i 18 anni configura infatti il reato di violenza sessuale, se il rapporto è avvenuto approfittando dell’inferiorità fisica o psicologica del minore. Se poi la minore è stata pagata con denaro “o altra utilità”, dice il codice, scatta il reato di prostituzione minorile, che punisce l’adulto che quei rapporti sessuali ha preteso.

Ma tutto questo potrebbe essere un’inutile esercitazione. Nessuno per ora è in grado di dire se ciò che la ragazza racconta sia la verità. Le verifiche, delicate e difficili, sono in corso.

Da Il Fatto Quotidiano del 26/10/2010

Il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ha smentito nel pomeriggio l’esistenza di denunce e fascicoli contro Silvio Berlusconi. Il Fatto Quotidiano, in realtà, non ha mai parlato di denuncia contro il premier. Conferma invece l’esistenza di una indagine in corso sui presunti rapporti di una ragazza minorenne di origine marocchina legata al giro di Lele Mora con Silvio Berlusconi. Ulteriori dettagli saranno pubblicati sul quotidiano di domani. Intanto alle 19 e 51 l’agenzia di stampa Agi ha confermato l’esistenza del fascicolo in carico al sostituto procuratore Antonio Sangermano.


fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/26/%E2%80%9Cio-e-berlusconi%E2%80%9D-una-ragazza-accusa/73640/

venerdì 15 ottobre 2010

Processo diritti tivù, dai pm di Roma indagati Berlusconi e Piersilvio


Ipotesi di evasione fiscale
e reati tributari
sulla società Rti di Mediaset
ROMA
Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, il figlio Piersilvio e altri dirigenti Mediaset sono indagati a Roma per evasione fiscale e reati tributari nell’ambito di uno stralcio dell’inchiesta milanese sulla compravendita dei diritti tv e cinematografici Mediaset.

In procura a Roma è stato precisato che al momento non ci sono inviti a comparire per quanto riguarda lo stralcio dell’inchiesta milanese sulla compravendita dei diritti tv Mediaset che vede indagati nella capitale il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il figlio Piersilvio e altri dirigenti Mediaset.

Gli accertamenti sono affidati al procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani ed al sostituto Barbara Sargenti. L’attività della procura di Roma è cominciata in seguito all’invio di atti, per competenza territoriale, relativi alle imposte del 2003 e del 2004. Nel quadro di questi accertamenti partiti dal capoluogo lombardo, Berlusconi e le altre persone coinvolte - circa una decina - erano finiti nel registro degli indagati ed in questa veste le loro posizioni sono state trasmesse a Roma. La competenza romana è determinata dal fatto che nelle due annate prese in esame la sede legale di Rti era nella capitale. L'indagine riguarda i bilanci 2003-2004 di Rti (Reti televise italiane), società con sede nella capitale, controllata al 100% da Mediaset.

Il processo al tribunale di Milano riguarda le presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv da parte di Mediase. Il dibattimento è attualmente sospeso in attesa della pronuncia della Corte costituzionale sul lodo Alfano.

fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201010articoli/59467girata.asp

giovedì 29 aprile 2010

Bocchino epurato dal vertice Pdl


L'esponente finiano lascia "irrevocabilmente" la carica alla Camera. "Il Cavaliere mi ha detto: faremo i conti. E durante la puntata di Ballarò dove ero ospite ha dato la direttiva di farmi fuori". "Colpisce me per educarne cento". La Russa: "Non è una vittima"

ROMA - "Berlusconi ha chiesto la mia testa. Non esiste un solo partito democratico dove possa accadere ciò che è accaduto oggi". Italo Bocchino accompagna così la lettera di dimissioni da vicepresidente vicario del gruppo del Pdl alla Camera. Una missiva che sembrava poter stemperare il clima di tensione all'interno del partito del Cavaliere. Che, dopo le accuse di Bocchino, riesplode con violenza. E' lo stesso esponente 'finiano' a svelare il retroscena: "C'è stata una direttiva di Berlusconi durante Ballarò - spiega ai giornalisti - che chiedeva la mia testa. Berlusconi commette un grave errore che è quello di colpire il dissenso, colpire chi è in vista per educarne cento. Ma questo non porterà il partito lontano".

L'ex vicecapogruppo è un fiume in piena: "Berlusconi è ossessionato da me. E' da almeno un anno che chiede a Fabrizio Cicchitto la mia testa, perchè ritiene che non possa esserci uno non allineato. Berlusconi mi ha pure chiamato per dirmi di non andare in televisione. Che un leader chiami un dirigente per dirgli questo, è una cosa che non esiste al mondo. In una telefonata, con toni concitati, mi ha pure detto: 'Farai i conti con me'".

Le reazioni.
Prima dell'accusa di Bocchino, la scelta dell'esponente finiano era stata accolta con un certo favore dentro il centrodestra. "Ha fatto bene, aveva esagerato. E anche la vicenda Fini si è già ridimensionata, il clima si è rasserenato" taglia corto il leader della Lega Nord, Umberto Bossi. Per il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, Bocchino "non è una vittima". "E' stato un gesto di responsabilita - dice Fabio Granata , anch'egli finiano - Ora, visto che c'è una situazione di stand by nel partito dopo la direzione, è giusto che ci sia uno stand by anche nel gruppo. Ma è anche chiaro che non ci debbono essere forzature. Non si pensi di calare dall'alto un altro vicacapogruppo vicario. Da adesso in poi le decisioni nel gruppo si prendono votando".

"Ho apprezzato il gesto di chiarezza e dignità. Gli va ascritto onore al merito ma vedo già parecchi avvoltoi volteggiare, ci sono già 5-6-7 candidati per il suo posto" afferma Roberto Menia, uno dei più critici nei confronti di Bocchino. 'Domani - raccontato un altro finiano - il Secolo sottolineerà l'importanza del gesto di Bocchino che si è sacrificato per la pace e per il bene del Pdl, nella speranza che poi non ci sia, dall'altra parte (dagli ex Fi così come da Feltri) una nuova campagna di aggressione". Per la sostituzione del vicecapogruppo i tempi, viene spiegato ancora, non saranno brevi: "Ora è meglio lasciare le cose così, che decantino da sole. Per il vicario ci sarà tempo. Ma questa volta la sua indicazione dovrà essere ratificata dall'assemblea".


fonte: http://www.repubblica.it/politica/2010/04/29/news/assemblea-pdl-3699525/

mercoledì 7 aprile 2010

La Guzzanti e Silvio il vampiro. Il docufilm sull'Aquila.


ROMA - La combinazione, già sulla carta, è esplosiva: Sabina Guzzanti più Silvio Berlusconi più terremoto in Abruzzo più scandalo Protezione civile. Una miscela di elementi da cui scaturisce un docufilm incendiario, come suggerisce già il titolo:Draquila - L'Italia che trema. La pellicola sbarcherà nei cinema italiani il 7 maggio, con distribuzione Bim. Segna il ritorno alla regia della Guzzanti, cinque anni dopo il successo di Viva Zapatero! e a tre dalla sua precedente fatica, Le ragioni dell'aragosta. E che dimostra la volontà dell'autrice di raccontare il nostro Paese nel modo in cui Michael Moore - che è anche un suo amico personale - racconta il suo. Una somiglianza evidente anche nello stile, che mescola satira a presa diretta, soggettività di chi gira e testimonianze.

Tutti elementi che si ritrovano già nei due minuti e 13 secondi di trailer, che Sabina ha messo online ieri. E da cui si intuisce senza possibilità di dubbio che il Draquila, ovvero il vampiro dell'Aquila citato nel titolo, è lui, il premier. Era appena arrivata la primavera del 2009, dice all'inizio del minifilmato promozionale la voce fuori campo della regista, e per Berlusconi "era una giornata di m.... come tante altre": "la magistratura continuava a stargli alle calcagna", nei sondaggi era "in caduta libera"... Ma ecco che, alle 3.32 del 6 aprile, un terremoto devasta una città. E per il Cavaliere, prosegue la Guzzanti, "è come se Dio gli avesse teso ancora una volta la mano".

La tesi, insomma, è chiara: il sisma dell'Aquila è stata un'occasione ghiotta, per il capo del governo, per risalire la china della popolarità. Per mostrarsi come "l'uomo del fare", anche quando va a L'Aquila e scherza promettendo che la prossima volta porterà le veline (come vediamo nel trailer). Ma il terremoto si rivela un affare anche per i suoi amici, e gli amici degli amici: il filmato alterna le immagini delle macerie e del dolore con le citazioni dello strapotere della Protezione civile di Guido Bertolaso. Che trasforma ogni evento in grande evento, ogni grande evento in emergenza, ogni emergenza in un agire in deroga alle leggi. Non a caso, i due minuti di assaggio del docufilm si concludono con l'ormai sciaguratamente celebre intercettazione dei due imprenditori che esprimono tutta la loro contentezza al pensiero dei grandi affari che il terremoto avrebbe loro portato: "Io ridevo stamattina alle tre e mezza dentro al letto"...
Ma, al di là dei contenuti, nei suoi interventi sul suo blog e sul sito del film la Guzzanti tiene a sottolineare anche l'innovazione del metodo usato: Draquila è stato una sorta di work in progress a cui la community internettiana ha partecipato attivamente. A partire dal titolo, che è stato deciso via internet. In questo modo, spiega la comica-regista, "la settima arte si arricchisce di una dimensione nuova. E' il cinema a 4D: dove D sta per democrazia".

Quanto al perché dell'opera, la sua autrice dice di volersi opporre alla volontà di rimozione generalizzata che si respira in quest'epoca: "Questo paese vive di silenzi: dimenticare per risolvere, come codardi. Cancellare gli errori del passato, con una semplice formattazione della memoria". Un processo che a lei non va giù: "Noi siamo per la conoscenza e non per il condono dell'intelligenza".

Fonte: http://www.laltranotizia.net/2010/04/la-guzzanti-e-silvio-il-vampiro-ecco-il.html