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sabato 8 gennaio 2011

"Vota per Cetto LaQualunque" Ora i gazebo invadono le piazze


ROMA - Appello accorato: "Vota Cetto La Qualunque, il tuo candidato leader unico alle primarie di destra, sinistra, centro, sotto e sopra!". Non bisogna stupirsi, la realtà ha abbondantemente superato la fantasia, e c'è da scommettere che, il 14 e il 15 gennaio, quando nelle piazze di Roma, Milano, Napoli, Bologna, Bari, verranno installati gazebo elettorali col vademecum del sostenitore e i gadget, in tanti si fermeranno per firmare a favore del candidato La Qualunque.

Perché il politico trash creato da Antonio Albanese protagonista del film Qualunquemente di Giulio Manfredonia (prodotto da Fandango e Rai Cinema, uscirà il 21), volgare e irresistibile, piace. È diventato una realtà - o forse lo è sempre stato - al punto che la prossima settimana in varie città scatterà l'operazione gazebo, già cavallo di battaglia di Pd e Pdl. Visto il successo di Cetto, potrebbe riservare sorprese. La Qualunque, creatura surreale e crudele, spopola: oltre 160mila visite al sito www.partitodupilu.it; su Facebook il Partito du Pilu ha raccolto 16mila fan. È già un cult, con 80mila contatti, il video della canzone Qualunquemente (Onda Calabra), rilettura del brano di Peppe Voltarelli e del gruppo il Parto Delle Nuvole Pesanti, cantata da Albanese con l'arrangiamento della Banda Osiris. Farà parte della colonna sonora del film.

fonte: http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/01/08/news/vota_cetto_laqualunque_arrivano_i_gazebo-10966903/

lunedì 6 dicembre 2010

Nowhere Boy nelle sale


In questo weekend cinematografico è uscito in Italia il film “Nowhere boy” diretto dal regista Sam Taylor-Wood. Il film è stato realizzato nel 2009 ed è arrivato solo oggi nelle nostre sale cinematografiche. Presentato al Festival di Torino, il film non è altro che un biopic della vita del grande musicista John Lennon. Il film trae ispirazione dal libro “Imagine: Growing Up With My Brother John Lennon”, si tratta della biografia del grande musicista scritta da Julia Baird, sorellastra di Lennon.

La pellicola di Taylor-Wood s i concentra sull’adolescenza del ragazzo che diventera uno dei più grandi musicisti del mondo. Si racconta la vita familiare di John che non sembra essere rose e fiori. E’ proprio dalla rigidità della propria famiglia che il giovane John Lennon sente il forte desiderio di ribellarsi e di entrare nella realtà della muscia rock. E’ solamente con la musica che John ritrova la serenità, sa che quella è la vera vita. Ci troviamo ad assistere sul grande schermo alla nascita di un mito, un ragazzo come tanti che riesce grazie alla propria passione sfrenata per la musica a farcela.

Il regista non fa altro che raccontare la realtà di questo personaggio, la crescita di un musicista e soprattutto di un uomo. Ad interpretare John Lennon è l’attore inglese Aaron Johnson, una giovane promessa del cinema che sicuramente farà strada.

giovedì 25 novembre 2010

elisabetta canalisi torna al cinema


E' invidiata da milioni di donne, dello spettacolo e non, per la sua storia con George Clooney, è super richiesta da trasmissioni televisive e riviste, tra qualche mese la vedremo sul palco dell'Ariston per la conduzione del Festival di Sanremo con Gianni Morandi e Belen Rodriguez, mentre da domani sarà sul grande schermo con il film 'A Natale mi sposo'.

Insomma per Elisabetta Canalis è davvero un perido d'oro, sia dal punto di vista sentimentale che professionale. Massimo Boldi, Nancy Brilli, Vincenzo Salemme, Enzo Salvi, Elisabetta Canalis, Massimo Ceccherini, Teresa Mannino, Lucrezia Piaggio, Loredana De Nardis, Jacopo Sarno, Simon Grechi, Ric, Valeria Valeri: questo il cast della pellicola natalizia di Paolo Costella che uscirà al cinema domani 26 novembre. Gustavo è il cuoco di una trattoria romana ma il suo sogno è diventare uno chef internazionale. Insieme ad un lavapiatti toscano, un cameriere romano ed un simpatico porcellino d’India, Gualtiero, viene ingaggiato per per un banchetto di nozze molto chic a Saint Moritz. La situazione viene complicata dall'intervento di due wedding planner, Gina e Palma...

lunedì 11 ottobre 2010

"Lo Hobbit" potrà essere il film più costoso di sempre


La versione cinematografica del "Lo Hobbit" di Jrr Tolkien, potebbe essere il film più costoso di tutti i tempi. Secondo le previsioni, il prequel del Signore degli Anelli dovrebbe infatti venire a costare 500 milioni di dollari ( 385 milioni di euro circa). Il film, che verrà diviso in due episodi, sarà diretto da Peter Jackson (nella foto), già regista degli altri episodi della saga. A riportare la notizia è il Telegraph.
Se le stime sui cosi fossero azzeccate, lo Hobbit superebbe di ben 200 milioni di dollari (153 milioni di euro) "Pirati dei Caraibi: Ai confini del mondo", il terzo capitolo della saga di Jack Sparrow, ritenuto al momento il film più costoso di sempre.
Il prezzo di realizzazione del solo "Hobbit" superebbe anche di due volte quello dell'intera trilogia de "Il Signore degli Anelli", per la quale sono stati spesi 281 milioni di dollari (216 millioni in euro).
Il prezzo del film è schizzato alle stelle a causa di alcuni anni di ritardo, dovuti a delle dispute legali. La New Line Cinema, che ha prodotto la trilogia e possiede i diritti dello Hobbit è in causa con la MGM, che possiede invece i diritti di distribuzione. Nel frattempo anche Christopher Tolkien, unico erede in vita del celebre romanziere, ha fatto causa ai produttori, minacciando di non cedere i diritti del prequel se non avrà un parte di profitti maggiore rispetto a quella della trilogia.
Se si riusciranno a superare le peripezie legali, le riprese inizieranno a breve in Nuova Zelanda e il primo dei due film uscirà nelle sale a Natale 2012, il secondo invece un anno più tardi.

fonte: la stampa

Eastwood: "Con me vedrete che cosa c'è oltre la vita"


NEW YORK - A parte un cenno nel suo allegorico western Pale Rider, nulla nella carriera di Clint Eastwood ci aveva preparato al nuovo film Hereafter - dopo il festival di Toronto ha chiuso ieri il New York Film Festival: uscirà negli USA il 22 ottobre e dal 3 gennaio in Italia - toccante fuga verso il soprannaturale, audace indagine sulla possibile esistenza di vita dopo la morte. A 80 anni compiuti Eastwood continua, così, a sorprendere: non solo abbandona generi cinematografici più sicuri, ma apre il film con una delle sequenze più spettacolari del suo cinema e del cinema in generale: lo tsunami del 2004 in Thailandia ricostruito alle Hawaii e ai Pinewood Studios di Londra. Il film intreccia tre storie: una giornalista (Cecile De France), un ragazzino e un uomo con capacità paranormali (Matt Damon). Peter Morgan aveva scritto il copione anni fa dopo aver perso un caro amico. Quando il suo agente lo porta a Spielberg, Spielberg lo passa al suo amico Clint Eastwood. "Non si vedono molti film oggi che uniscano l'aspetto spirituale a quello romantico", dice il regista. "È una storia spirituale ma senza connotazioni religiose vere. Certo, le religioni si domandano cosa c'è dopo la vita, ma questa storia mi è piaciuta proprio perché la religione non c'entra. So che prima o poi tutti a un certo punto pensano o hanno pensato alla morte. La storia del film è una fantasia, ma sarebbe fantastico se ci fosse qualcosa del genere lassù". E Matt Damon: "Il film parla di morte ma lancia un messaggio di vita".

Signor Eastwood, non è che facendo questo film si è convinto che c'è una vita dopo la morte?
"No. Ho parlato con persone che sostengono di aver avuto esperienze vicine alla morte e tutte dipingono scenari simili. La verità è che non sappiamo cosa succede dopo, nessuno lo sa, sappiamo solo che da questa parte c'è un finale. Ognuno ha la sua idea su quello che c'è o non c'è, ma sono tutte cose ipotetiche. Il film solleva tante domande e sta al pubblico rifletterci sopra".

Ha mai provato momenti in cui si è sentito vicino alla morte?
"Ricordo quando ero molto piccolo, forse avevo quattro anni, mio padre mi portava sulle spalle in mare mosso, sono caduto nell'acqua. Vedo ancora il colore dell'acqua mentre mi rigirava sotto sopra, ma a quell'età non pensi molto, non hai ancora imparato le parolacce, non ti domandi cosa ti stia succedendo. Un'altra volta, a 21 anni in aereo, durante una terribile turbolenza poco fuori dalla California, ebbi paura di morire ma tutto quello su cui riuscivo a concentrarmi erano delle luci che vedevo in lontananza e pensavo, qualcuno lì ha fatto un fuoco e beve birra e vorrei essere lì. Non ho pensato al destino o alla morte".

Allora come mai le è subito piaciuto il soggetto?
"Questo non è il genere di film che ti vuole dare risposte. È un film sulla curiosità, sul senso di mistero e di incompletezza che tutti sentiamo".

Più va avanti con gli anni meno lei accenna a smettere di lavorare.
"Non ne ho nessuna intenzione. L'anno prossimo farò un film su J. Edgar Hoover, agente dell'Fbi, con Leonardo Di Caprio".

Irrefrenabile.
"Conoscevo un po' Frank Capra, ho passato del tempo con lui a June Lake dove viveva d'estate, ed era così intelligente, mi domandavo perché non facesse altri film. O Billy Wilder, che ha smesso di lavorare negli anni '60, mi sono sempre domandato perché. Forse non trovavano storie che gli piacessero, o avevano fatto dei film che non erano andati bene, e Hollywood in questo non perdona. Ma secondo me i migliori anni della vita sono quando si ha più conoscenza: c'è un regista portoghese che fa ancora film e ha più di 100 anni, Manoel De Oliveira, e io ho in programma di fare la stessa cosa".

fonte: http://www.repubblica.it/persone/2010/10/11/news/eastwood_intervista-7934160/?ref=HRERO-1