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giovedì 2 dicembre 2010

Misseri visto con una donna nelle campagne il 26 agosto


Sembra essere destino il fatto che la trasmissione "Chi l'ha visto" dia le news più importanti e decisive per la vicenda di Avetrana.

Anche ieri un testimone ha affermato che il 26 Agosto, giorno della scomparsa di Sarah Scazzi, vide un uomo anziano con un cappello assieme ad una donna in macchina nelle campagne di Avetrana, la macchina era rossa e simile ad una Fiat Panda.

Tutto parrebbe coincidere, visto che anche Michele Misseri racconta chiaramente di aver trasportato il corpo della nipote con la Seat Marbella, che è rossa e molto simile alla Panda.

La descrizione del testimone collimerebbe esattamente poi con le frequenti affermazioni al plurale di Misseri, che spesso negli interrogatori avrebbe detto: "Abbiamo parcheggiato".


Un passaggio questo che, se confermato, potrebbe essere e risultare quindi decisivo, visto che molto si è dibattuto sulla domanda se Misseri fosse solo, oppure con Sabrina oppure, come qualcuno ha ipotizzato, in compagnia della moglie Cosima Serrano.


Ecco che il giallo di Avetrana torna a prendere la scena, dopo una testimonianza importante, che va comunque verificata e studiata attentamente da parte degli inquirenti prima di essere data per certa.


fonte: http://www.italiaglobale.it/CasoScazziMisserivistoinautoconunadonna/tabid/1922/Default.aspx

mercoledì 1 dicembre 2010

Sarah Scazzi: non è stata uccisa nel garage


Si continua a parlare di Sarah Scazzi e di questo omicidio che sta tenendo tutti ancora col fiato sospeso. Sabrina Misseri si trova in carcere, cosi come Michele Misseri, ma ci si domanda se i dubbi dei giorni scorsi siano stati effettivamente risolti.
Sarah Scazzi, aveva mangiato prima di essere uccisa? L’orario della morte è davvero quello stabilito tra le 14.28 e le 14.35. nuovi dubbi emergono da questa storia, uno su tutti il fatto che Sarah possa essere stata rapita e portata al pozzo, poi uccisa li. C’è poi quel livido sul collo di Sabrina Misseri che a sua dire, le fu fatto da Ivano Russo durante un gioco. A che genere di gioco si riferisse non è chiaro. Cosi come non è chiaro il fatto che Michele Misseri ha riferito che il giorno dell’omicidio, Sabrina disse al padre che Sarah era morta per sbaglio, stavano giocando. Il gioco, sembra tornare spesso nelle parole di Sabrina, ma è difficile capire a che giochi si riferisse. Sabrina forse aveva letto sul diario di Sarah che la ragazzina si stava innamorando di Ivano.

martedì 16 novembre 2010

Avetrana, ombre sul nipote di Misseri Il fratello di Sarah contatta Lele Mora


È terminato dopo oltre tre ore l’interrogatorio di Cosimo Cosma, meglio conosciuto come Mimino, nipote di Michele Misseri, che il 26 agosto scorso, data della scomparsa di Sarah Scazzi, ha incrociato molte telefonate con lo zio. Gli inquirenti vogliono capire se l’uomo era sul luogo dell’occultamento del cadavere, così come sospettano, oppure se, come ha sempre sostenuto lo stesso, era a casa sua e si è solo sentito con Michele Misseri, come in una normale conversazione tra zio e nipote. È un’attività investigativa che prosegue e che si aggiorna di ora in ora perché gli inquirenti vogliono riuscire a chiudere il cerchio nel più breve tempo possibile e ricostruire con esattezza gli ultimi minuti e soprattutto il momento della morte della quindicenne di Avetrana.

Venerdì l’incidente probatorio a cui sarà sottoposto Michele Misseri - l’uomo reo confesso che ha chiamato in correità la figlia Sabrina - potrebbe dare il là alle indagini blindando una volta per tutte le dichiarazioni che l’uomo continua a rendere davanti ai magistrati e che potrebbero consentire di chiudere definitivamente il caso. Non è escluso che per questo motivo nella giornata di domani e di dopodomani gli inquirenti e gli investigatori possano sentire altre persone già interrogate per chiudere definitivamente il quadro indiziario e presentarsi così all’appuntamento con il Gip Martino Rosati in situazione di vantaggio. Lo stesso Gip ha convocato per le ore 12 di venerdì nella cappella del carcere di Taranto, l’unica sala che può contenere tante persone che hanno titolo a partecipare all’udienza che si può definire decisiva.

Intanto il fratello di Sarah Scazzi "bussa alla porta" di Lele Mora per fare tv. «Sto a Milano e ho chiesto a Mora se aveva in mente qualcosa per me. Non mi dispiacerebbe la televisione», ha dichiarato al settimanale Oggi, in edicola da domani, Claudio Scazzi, che ha incontrato il notissimo agente dello spettacolo. «Credo di avere delle potenzialità e per questo mi sono rivolto a Mora. Se non lo sa lui cosa farmi fare...», dice il ragazzo. A Oggi, Claudio nega di voler tentare la strada dello spettacolo cavalcando la popolarità raggiunta a causa di una tragica storia di cronaca: «A un'agenzia di Torino, che mi proponeva di diventare il nuovo Azouz Marzouk (la cui famiglia fu sterminata nella strage di Erba) ho già detto no».

E non nasconde la delusione per la risposta di Lele Mora: «Dice che non vado bene, non sono fatto per la Tv». Mora si sarebbe detto disponibile, durante i suoi eventi, a consentire al giovane di presentare il progetto di un canile da realizzare in memoria di Sarah e di raccogliere fondi. Secondo il settimanale, la bocciatura che il «professor» Mora ha pronunciato sul suo futuro televisivo non avrebbe convinto Claudio Scazzi. Che, accompagnato dal padre e da un legale, avrebbe visitato altre agenzie milanesi.

mercoledì 10 novembre 2010

Oggi il Riesame decide su Sabrina ma questa volta non sarà in aula


Il tribunale del riesame oggi si riunisce per decidere sulla scarcerazione di Sabrina. No del gip alla perizia psichiatrica sul padre Michele per quattro motivi

TARANTO - Non ci sarà la perizia psichiatrica su Michele Misseri. Lo ha deciso il gip Martino Rosati che ha respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dal legale dell´uomo in carcere dal 6 ottobre per il delitto di Sarah Scazzi. La decisione del gip è costruita su quattro motivazioni. La prima riguarda l´aspetto specificatamente sanitario. L´indagato non risulta abbia mai preso farmaci o psicofarmaci prima del suo arresto. E anche dopo il fermo del 6 ottobre, risulta che gli sono stati somministrati solo nelle ore immediatamente successive al suo arrivo nel penitenziario.

Nel respingere l´incidente probatorio, il magistrato si è soffermato anche sull´oltraggio che Misseri ha confessato di aver consumato sul cadavere della nipote. E che ha confermato anche nella ultima versione dell´assassinio, in cui ha incolpato dell´omicidio unicamente la figlia Sabrina. Mentre lui avrebbe nascosto il corpo. L´episodio, a parere del giudice, potrebbe evidenziare una devianza ma non un´incapacità di intendere e di volere. Smontato anche il punto sul quale il difensore aveva particolarmente insistito, ovvero quello delle confessioni parziali. E infine, il niet odierno non esclude la possibilità che l´accertamento psichiatrico possa essere effettuato a dibattimento, senza imporre lungaggini eccessive.

Dopo il no alla perizia, l´inchiesta sul delitto di Avetrana si appresta a vivere due momenti decisivi. Questa mattina si torna in camera di consiglio per il riesame proposto dai difensori di Sabrina Misseri contro l´ordinanza di custodia cautelare che la tiene dietro le sbarre dal 15 di ottobre. Due giorni fa il primo round si era risolto in un nulla di fatto. La difesa della ragazza aveva chiesto termine per esaminare l´imponente mole di documenti presentati in aula dalla procura.
Dopo 48 ore si torna in Tribunale per discutere, ma questa volta, salvo sorprese, Sabrina non ci sarà. L´indagata che martedì era uscita da palazzo di giustizia in un cellulare tra le urla "assassina" ha scelto di restare in cella. Lì attenderà il verdetto del collegio chiamato a valutare gli elementi del provvedimento cautelare. Su di lei pendono le accuse gravissime del padre, ma anche le testimonianze che i pm hanno prodotto a riscontro degli indizi emersi durante la delicata e complessa indagine. Che ieri ha vissuto una nuova fase con l´ascolto di un testimone convocato per verificare alcuni aspetti della gelosia di Sabrina per Ivano, il ragazzo al quale Sarah riusciva a strappare attenzioni, scatenando il risentimento della cugina più grande. Proprio la gelosia avrebbe spinto l´indagata ad uccidere Sarah. Intanto sull´appuntamento odierno si è espresso l´avvocato Valter Biscotti, legale dei genitori della vittima.

«Penso che l´ordinanza di misura cautelare sia molto ben motivata e ben costruita. Mi sembra un provvedimento che può reggere davanti al riesame. Quindi Sabrina rimarrà in carcere» ha detto il legale.

fonte: http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/11/11/news/oggi_il_riesame_decide_su_sabrina_ma_questa_volta_non_sar_in_aula-8986345/?ref=HREC1-8

martedì 19 ottobre 2010

Sabrina urla: "Sono innocente" la mamma sapeva ma non è indagata


Attraverso le sbarre della cella urla la sua innocenza Sabrina Misseri: grida che vuole uscire e accusa il padre di essere un bugiardo. La ragazza, sospettata di aver aiutato il padre, Michele Misseri, ad uccidere la cugina, Sara Scazzi, si trova nel carcere di Taranto da venerdì sera.
Sabrina - secondo quanto si è appreso - si alimenta regolarmente e continua a leggere vecchie riviste femminili. A tratti piange, si affaccia, attraverso le sbarre, al finestrino della cella e urla: "Sono innocente, vi prego aiutatemi", dice.

Cosima Serrano forse sapeva quello che suo marito Michele Misseri e sua figlia Sabrina avevano fatto a Sarah. Gli inquirenti e gli investigatori che indagano sull'omicidio della quindicenne sono sempre più convinti, dopo l'interrogatorio di ieri durato circa tre ore, che la donna sia in qualche modo coinvolta e abbia avuto un ruolo nell'intera vicenda. Quantomeno quello di coprire il marito e la figlia.

Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, al momento, pero', Cosima non è indagata. Allo stato degli accertamenti svolti, spiegano infatti le fonti, non sarebbero ancora emersi elementi che possano far ipotizzare un suo coinvolgimento, superiore al favoreggiamento, che in ambito familiare non e' punibile.

Intanto la mamma di Sarah, Concetta, rispondendo ad una giornalista del Tg2 , che le ha chiesto, attraverso le persiane di una finestra di casa, se avesse mai avuto sospetti sulla famiglia Misseri, ha detto: 'Sospetti? Niente. Ma se io avessi avuto sospetti del genere, ma figuriamoci...''. ''Non voglio aggiungere altro - ha continuato - altrimenti qua confondiamo ancora di più le idee, lasciamo lavorare gli inquirenti altrimenti si fara' confusione su confusione''.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/10/19/news/cosima_sapeva_ma_non_indagata-8222875/?ref=HRER2-1

lunedì 18 ottobre 2010

Sarah, dubbi del medico legale: Può averla strangolata una donna


Ancora nubi sul caso di Sarah Scazzi, che sembra lontano dall'essere totalmente chiarito. L'ultimo sospetto arriva dal medico legale Luigi Strada secondo il quale è possibile che la ragazzina possa essere stata strangolata da una donna: "Le lesioni riscontrate sul collo della vittima sono compatibili anche con l'azione di una persona di sesso femminile, non particolarmente gracile". Un nuovo e inquietante tassello che arriva proprio nel giorno dell'interrogatorio di garanzia per Sabrina Misseri, la cugina di Sarah, in carcere da venerdì con l'accusa di concorso in omicidio e sequestro di persona. Le ombre non risparmiano neanche la madre di Sabrina, Cosima Serrano che ha detto: "Ora tocca anche a me". La donna verrà sentita nei prossimi giorni per chiarire le incongruenze tra il suo racconto e quello della figlia su quello che avvenne quel 26 agosto mentre le due donne erano in casa poco prima dell'arrivo di Sarah. E mentre la sorella Valentina la difende a spada tratta anche con un sms alle reti Mediaset, "Sabrina è innocente! Questa è la cosa più importante! Mio padre ha ucciso Sarah e ora sta uccidendo la figlia", Sabrina continua ad accusare il padre di essere un "vigliacco". Intanto ieri nella domenica di metà ottobre, complice anche il bel tempo in tanti sono arrivati ad Avetrana, attratti da questo film mediatico che ormai ha preso tutti. Molti hanno detto di essere venuti solo per portare solidarietà alla famiglia Scazzi "per una vicenda che ci ha toccato tutti", ma la sensazione è che tutti fossero ad Avetrana soprattutto per vedere la casa di zio Michele e la porta del garage dove e stata uccisa Sarah.

fonte: http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/10_ottobre/18/sarah_dubbi_del_medico_legale_puo_averla_strangolata_una_donna,26577529.html

venerdì 15 ottobre 2010

Blitz a casa Misseri. Lo zio prelevato dalla cella


TARANTO - Michele Misseri, l'uomo che ha confessato di aver ucciso la nipotina Sarah Scazzi, si trova assieme al suo avvocato d'ufficio Daniele Galoppa nella sua abitazione di via Deledda ad Avetrana. L'uomo è stato prelevato all'alba dalla sua cella nel carcere di Taranto. Misseri è accompagnato dal legale e dagli agenti della polizia penitenziaria, e sul luogo è presente anche il sostituto procuratore Mariano Buccoliero, che coordina le indagini.
Non è escluso che una volta terminati i sopralluoghi, gli inquirenti decidano di sentire Sabrina, la figlia dell’uomo, e l’amica Mariangela Spagnoletti, la ragazza che con la stessa Sabrina e con Sarah quel pomeriggio di agosto sarebbe dovuta andare al mare. I carabinieri stanno eseguendo rilievi nel garage-cantina in cui l’uomo afferma di aver ucciso la quindicenne. In questo caso, non è escluso che i militari siano alla ricerca dei vestiti di Sarah, che Misseri ha detto di aver bruciato dichiarando l’intenzione di indicare il luogo dove avrebbe effettuato l’operazione.

fonte: Apcom

giovedì 14 ottobre 2010

Sul cellulare molte impronte digitali Lo zio di Sarah: "Mi sono pentito"


Sospetti su un possibile complice
La mamma: «Per ora non voglio
vedere la famiglia di mia sorella»
TARANTO
«Mi sono pentito mentre quel pomeriggio, dopo aver sepolto nel pozzo il corpo di Sarah, mi sono messo a bruciare i vestiti». Per la prima volta dal giorno del suo arresto, Michele Misseri, accusato di aver ucciso lo scorso 26 agosto la nipote Sarah Scazzi, lo ha detto ieri al suo avvocato Daniele Galoppa. Misseri, che ha reso ampia confessione agli investigatori, ha raccontato di aver successivamente abusato del corpo della nipote prima di farlo sparire in fondo ad un pozzo, dove lui stesso 42 giorni dopo lo ha fatto ritrovare: ora è rinchiuso in una cella di isolamento del carcere di Taranto. Ma ancora, nonostante siano trascorsi 8 giorni dal ritrovamento del corpo di Sarah, un velo di mistero insiste su questa tragica è assurda vicenda.

Gli specialisti dell’Arma dei carabinieri continuano nel loro lavoro certosino e stanno analizzando diversi numeri di cellulare che in qualche modo hanno potuto avere a che fare con questa storia. I cellulari esaminati dai militari del colonnello Giovanni Di Blasio, sono quelli di Sabrina, di Ivano, del padre di Sabrina (lo zio Michele) e di Mariangela. Da questi telefonini sono partiti una serie di sms il pomeriggio del 26 agosto, ma questi sms risultano cancellati dagli apparecchi, il lavoro dei carabinieri è quindi più complesso. Dalla ricostruzione degli sms si potrebbero, ad esempio conoscere gli spostamenti di Sabrina e del padre. Una cosa al momento pare certa, che i due quel pomeriggio, almeno fino alle 16,30 non fossero nella stessa zona, stando a quanto si rileva dalle celle telefoniche. I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) Roma hanno trovato tracce di impronte digitali di diverso tipo sul cellulare di Sara Scazzi. Lo si è appreso da fonti investigative.

Intanto, Concetta Serrano Spagnolo, la madre di Sarah Scazzi, ieri per la prima volta dopo il ritrovamento del cadavere della figlia ha parlato, spiegando che al momento non se la sente di tornare ad avere rapporti con la famiglia del cognato Michele Misseri, l’uomo che ha confessato il delitto. «Il vocabolario - ha detto la donna - non ha parole per definire l’assassino di mia figlia». Quindi dopo la visita di venerdì scorso, quando Concetta andò a casa Misseri per abbracciare la sorella e dirle che sapeva bene che loro non c’entravano nulla, c’è stato un allontanamento vistoso: «Non conviene in questo momento continuare ad avere rapporti con loro». Oggi pomeriggio alle 16 nel cimitero di Avetrana sarà tumulata Sarah. L’amministrazione comunale a tempo di record è riuscita a costruire una cappella monumentale che raccoglierà i resti della povera ragazza.

fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201010articoli/59416girata.asp

lunedì 11 ottobre 2010

Sarah Scazzi, gli inquirenti cercano i complici di Misseri


Taranto - Potrebbe essere il giorno della svolta per chiarire i troppi dubbi che aleggiano sulla morte di Sarah Scazzi. Gli inquirenti sono sempre più convinti che nella vicenda abbia avuto un ruolo almeno un'altra persona, ma non escludono che ad aiutare il contadino Michele Misseri ad occultare il corpo della nipote siano state più persone. Le dichiarazioni della figlia Sabrina, in netto contrasto con quanto ha dichiarato il padre reo confesso dell'omicidio, e soprattutto quelle rilasciate da Mariangela Spagnoletti, l'amica che con Sabrina e Sarah il 26 agosto scorso doveva andare al mare, sono al vaglio degli inquirenti che già nella giornata di oggi potrebbero sentire nuovamente Sabrina Misseri e qualche altro congiunto per tentare di incastrare gli ultimi tasselli di un puzzle ancora incompleto. Tutto ruota attorno a quattro elementi ritenuti fondamentali: il telefonino di Sarah, rimasto in macchina di Misseri per tre giorni, portato in giro per le strade di Avetrana e poi fatto ritrovare semibruciato in un podere dello zio dopo 34 giorni; la sparizione degli auricolari del cellulare che Sarah aveva al momento dell'uscita di casa e di cui Misseri non fa proprio cenno; la deposizione di Sabrina in contrasto con quella del padre. Ma soprattutto gli inquirenti attendono i risultati dei primi esami autoptici che potrebbero riservare ulteriori elementi in questa vicenda che prende sempre più i contorni del giallo. Intanto, il sindaco di Avetrana ha deciso di fare realizzare subito una tomba-monumento per Sarah nel vecchio cimitero del paese, senza aspettare il completamento della nuova ala dove, in un primo momento, aveva pensato di localizzare il monumento. Per questo, la salma della ragazza non sarà tumulata provvisoriamente nella tomba di famiglia, ma attenderà nella camera mortuaria la realizzazione della struttura monumentale in cui dovrà essere definitivamente sistemata.

fonte: http://www.apcom.net/newscronaca/20101012_075301_5724f0f_99786.html

venerdì 8 ottobre 2010

Sarah, lo zio confessa: «Mi respingeva L'ho strangolata e poi l'ho violentata»


Michele Misseri in isolamento. Il cadavere in un pozzo. La cugina: deve pagare per quello che ha fatto. Il fratello di Sarah: mia sorella parlò a Sabrina delle avances, litigarono. Mio zio? Deve suicidarsi.

«L'ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta»: è la rivelazione agghiacciante che ha fatto agli investigatori Michele Misseri, l'uomo che ad Avetrana, in provincia di Taranto, ha ucciso sua nipote, la 15enne Sarah Scazzi, data per scomparsa dal 26 agosto. Misseri, accusato di sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere, ha raccontato di aver ucciso la nipote nel garage della propria casa e poi di aver abusato di lei. Prima di occultare il cadavere gettandolo in una specie di pozzo-cisterna in un terreno di sua proprietà, a circa 2 km dal paese, Misseri l'ha denudato e ha successivamente bruciato i vestiti.

Misseri temeva che Sarah raccontasse tutto. Michele Misseri ha detto di aver agito da solo dopo che Sarah aveva respinto le sue avances. Sembra che la quindicenne avesse raccontato il comportamento dell'uomo alla cugina Sabrina, figlia di Michele Misseri, con la quale il 25 agosto, proprio per questo motivo, avrebbe avuto un violento litigio. Una circostanza confermata da Claudio Scazzi, fratello di Sarah. Misseri il giorno dopo avrebbe avvicinato ancora Sarah nel garage della sua abitazione, in via Grazia Deledda, forse per costringerla a non rivelare le sue richieste. Durante l'incontro l'ha strangolata.

Il fratello di Sarah: mia sorella e Sabrina avevano litigato il 25 agosto. «Sarah si era lamentata con nostra cugina Sabrina, il giorno prima di scomparire, dell'atteggiamento dello zio Michele nei suoi confronti - dice il fratello di Sarah - Avevano litigato proprio su questo. Se l'avesse detto a noi e non alla cugina, non saremmo certo stati con le mani in mano». Invece agli occhi degli altri parenti, secondo Claudio, Sarah non aveva comportamenti particolari nei confronti dello zio: «Quando eravamo insieme non prendeva le distanze da zio Michele, non ha mai dato da pensare. E da parte dello zio mai un abbraccio strano, una frase strana. La vicenda è stata un fulmine a ciel sereno, perché lo zio ha sempre fatto una vita ineccepibile. A questo punto spero proprio che non abbia fatto nulla a Valentina, l'altra mia sorella».

«L'unica cosa che dovrebbe fare è suicidarsi. In qualunque modo, basta che la faccia finita - ha proseguito Claudio Scazzi - Se si suicida fa l'unica cosa giusta della sua vita, si mette a pari col disastro che ha combinato. Non deve più esistere».

«Mio padre deve pagare per quello che ha fatto - ha detto Sabrina Misseri, la cugina di Sarah, rispondendo al citofono di casa ai giornalisti che volevano parlare con lei - Non abbiamo nulla da dire, mio padre deve pagare per quello che ha fatto. Mio padre ha preso in giro tutta l'Italia. Non ho mai avuto sospetti su mio padre non ho mai avuto dubbi. Per 42 giorni ci ha preso in giro. Sentiva le cose che stavano succedendo che agitavano i miei amici, che agitavano me ma non ha mai detto niente - aggiunge in un'intervista al Tg5, raccontando di aver sentito il padre al telefono questa notte - Gli ho detto “non hai mai fatto niente di male in tanti anni, non hai mai avuto vizi, voglio capire perchè hai fatto una cosa del genere”. Mi ha detto: “Non lo so nemmeno io”». E a Concetta cosa volete dire? «A Concetta - replica Sabrina - non si può dire niente. Sarah non c'è più. Io voglio parlare con mio padre, voglio vedere guardandomi in faccia se ha il coraggio di dirmi tutto quello che ha fatto».

Misseri in cella d'isolamento. Misseri è stato portato nel carcere di Taranto ed è tenuto in cella d'isolamento, in una sezione distante dalla zona in cui si trovano gli altri detenuti, dove resterà senza avere alcun tipo di contatto almeno sino all'interrogatorio di garanzia.

Ieri Misseri aveva negato per tre ore ogni addebito fornendo alibi che non hanno retto, poi, incalzato dai carabinieri, ha confessato l'omicidio, ripetendo la confessione anche davanti al magistrato. L'interrogatorio è stato secretato.

Sarah è stata strangolata da Misseri il giorno della scomparsa, il 26 agosto scorso, perché aveva rifiutato le sue avances. Poi lo zio l'ha trasportata in un suo podere, alla periferia di Avetrana, e gettata in un pozzo, dove all'1.45 di stanotte è stato ritrovato il corpo. Misseri ha ucciso in una specie di cantina-garage della sua villetta, in una zona periferica del paese. L'uomo aveva raccontato ai giornalisti che il 26 agosto si trovava in fondo alla cantina e proprio attorno alle 14.30 aveva sentito il rumore di un'auto di grossa cilindrata diesel passare a tutta velocità, rallentare prima della curva per poi uscire dal paese. Aveva anche parlato del suo rapporto con Sarah, del fatto che la ragazzina quando andava a trovare Sabrina passava sempre a salutarlo nel garage dove lui faceva i suoi lavori.

Sarah, in quel fatidico pomeriggio di fine agosto aveva appuntamento con la figlia di Michele Misseri - Sabrina, sua cugina - per andare al mare. Lo zio, crollato dopo un lungo interrogatorio nel comando provinciale carabinieri di Taranto, ha confessato l'omicidio e ha rivelato dove aveva nascosto il cadavere. In nottata ha accompagnato gli investigatori in quel pezzetto di campagna dove da 42 giorni, in un pozzo artesiano colmo d'acqua, giaceva il cadavere della nipotina.

«Misseri ci ha portati nel luogo in cui aveva nascosto il cadavere - ha detto il procuratore di Taranto, Franco Sebastio - Una sorta di covo interrato all'interno del suolo con un foro d'ingresso di poche decine di centimetri coperti da rami, foglie e pietre, quindi era praticamente impossibile accertarne l'esistenza, probabilmente neanche passandoci sopra. abbiamo dovuto scoperchiare il buco per accertare la presenza del cadavere».

Il cadavere di Sarah è stato trovato nudo e in posizione fetale. Le operazioni di recupero da parte dei vigili del fuoco e del Nucleo Sommozzatori dei carabinieri, durate tutta la notte, sono state particolarmente complesse, ed è stato recuperato solo nella tarda mattinata. il pozzo, infatti, non è profondo, ma presenta strettoie; inoltre il cadavere era stato coperto con pietre. La cavità nella quale è stato gettato il corpo di Sarah è un inghiottitoio che porta ad un pozzetto di raccolta di acqua piovana. L'apertura sul piano di calpestio era un buco di un diametro di poche decine di centimetri: per consentire l'accesso per il recupero del cadavere è stato necessario lo sbancamento di terreno tutt'attorno, terreno in gran parte roccioso. Più facile era stato per lo zio, invece, introdurre il cadavere data l'esilità del corpo di Sarah.

Si farà esame del Dna: il cadavere irriconoscibile, si stava disfacendo. Il corpo di Sarah è stato portato nell'obitorio dell'ospedale Santissima Annunziata di Taranto. L'autopsia è stata effettuata dal professor Luigi Strada e verrà effettuato anche l'esame del Dna. «Il corpo della ragazza - ha detto il procuratore di Taranto, Franco Sebastio - è stato trovato in pessime condizioni, in uno stato che non lo rende riconoscibile». Dopo oltre 40 giorni in acqua, il corpo si stava disfacendo: è in stato colliquativo, con la pelle sfaldata.

L'autopsia ha confermato la morte per strangolamento; quanto alla violenza sessuale che avrebbe subito, stando alla confessione dello zio-assassino, bisognerà attendere l'esito degli esami di laboratorio. Il medico legale ha a disposizione 60 giorni di tempo per depositare la relazione conclusiva della perizia autoptica. «Il volto è sfigurato, sul corpo ci sono segni di putrefazione avanzata. La permanenza nell'acqua ha danneggiato i tessuti, Sarah è irriconoscibile. Per questo ho consigliato, anzi quasi obbligato, la madre a non vederla. Le ho spiegato che la cosa migliore è mantenere il ricordo, l'immagine di sua figlia com'era in vita - spiega Luigi Strada - Non è stato assolutamente possibile accertare se c'è stata violenza. Occorrerà fare degli esami di laboratorio, basati sul Dna, per cercarne tracce, sperando che arrivino conferme almeno da quegli esami. Pensiamo, infatti, che sulla povera ragazza si sia consumata una violenza completa, dunque dovremmo trovare residui di sperma dell'assassino».

L'accelerazione alle indagini, culminate nella deposizione-fiume resa ieri dall'uomo, è scattata a partire dal 29 settembre, quando Misseri annunciò di aver ritrovato il telefonino di Sarah dopo aver bruciato delle erbacce in campagna. Una versione che suscitò sorpresa per la coincidenza che fosse stato proprio un parente stretto a ritrovare il telefonino di Sarah, e che spinse gli investigatori a privilegiare la pista dei familiari per poter venire a capo della vicenda. «La notizia che non volevamo arrivasse, è arrivata - ha detto uno dei legali della famiglia Scazzi, Walter Biscotti - Il ritrovamento del telefonino ha dato velocità all'attività investigativa. E' stato un chiaro tentativo confessorio da parte di Michele Misseri».

Forse in famiglia si sospettava qualcosa. Misseri è l'unico indagato per l'uccisione di Sarah, ma la procura vuole comunque verificare se abbia avuto complici. In particolare il procuratore Sebastio vuole capire se Sabrina e sua madre sospettassero qualcosa. Il tutto parte da un'intercettazione ambientale in cui Sabrina, mentre ha un litigio con la mamma, dice: «Se l'è portata lui». Una frase - si rileva - che potrebbe non indicare che Sabrina conoscesse come erano andate le cose, ma solo che potesse aver intuito qualcosa. Sospetto che ha anche la mamma di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo, che si è lasciata andare ad uno sfogo: «Secondo me - avrebbe detto - mia sorella sapeva qualcosa».

I compagni dell'istituto alberghiero frequentato da Sarah stamani hanno disertato le lezioni e sono andati sotto casa della famiglia Scazzi dove, con scritte su cartelloni, hanno voluto esprimere la loro vicinanza alla mamma della ragazza. Poi si sono spostati sotto casa del presunto assassino e hanno urlato: «Ci fai schifo. Vogliamo l'ergastolo».

La scomparsa di Sara ha fatto il pieno di audience in tv anche nella serata più triste, quella conclusasi con il ritrovamento del suo cadavere, ha vissuto momenti di intensa drammaticità per la partecipazione di sua madre, Concetta Serrano Spagnolo, alla diretta del programma di Rai3 "Chi l'ha visto?", in onda proprio da casa di zio Michele, assente con la moglie perché trattenuto dai carabinieri. Quando le voci che i carabinieri avevano cominciato le ricerche del corpo si sono fatte insistenti, la conduttrice, Federica Sciarelli, ha chiesto alla donna se preferisse allontanarsi. Concetta ha risposto: «E' meglio», e accompagnata da uno dei suoi avvocati ha lasciato l'abitazione per raggiungere casa sua, dove qualche ora dopo le è stata comunicata la tragica notizia.

giovedì 7 ottobre 2010

Trovato in un casolare il cadavere di Sarah Scazzi Lo zio confessa: «L'ho uccisa io, mi respingeva»


L'ha strangolato dopo che lei, per l'ennesima volta, aveva rifiutato le sue avances. Sarah Scazzi 15 anni, è stata uccisa dallo zio Michele Misseri perché non voleva cedergli. La ragazzina aveva anche cercato aiuto dalla cugina Sabrina, figlia dell'uomo, con la quale il giorno prima, proprio per questo motivo, aveva avuto un violento litigio. Misseri il giorno della scomparsa di Sarah l'aveva avvicinata ancora, ma stavolta per redarguirla, e costringerla a non rivelare a nessuno le sue attenzioni morbose; invece l'ha uccisa.

E' quanto si apprende dagli inquirenti sulla dolorosa storia della ragazza, il cui corpo è stato ritrovato in una cisterna presso un casolare vicino a Avetrana in Puglia.

Intorno alle 15 del 26 agosto, dopo avere ucciso la nipote nel garage di casa, Misseri ha trasportato il cadavere nel portabagagli della sua auto nel suo terreno alla periferia di Taranto, ai confini con la provincia di Lecce. Qui, l'uomo ha gettato il cadavere nella cisterna sotterranea, simile a migliaia di altre in Puglia. Lì, intorno alle 2 di questa notte, proprio su segnalazione dell'uomo, i carabinieri del Comando provinciale di Taranto hanno rinvenuto il corpo della ragazza.

Misseri è crollato, alla fine di un estenuante interrogatorio, l'ennesimo, durato questa volta oltre dieci ore. Alle 11.00, il procuratore capo di Taranto e gli investigatori terranno una conferenza stampa, dove illustreranno ulteriori particolari su questa ennesima tragedia familiare.

E' racchiusa in 12 minuti la vicenda della scomparsa di Sara, avvenuta il 26 agosto scorso ad Avetrana, un centro di settemila anime a pochissimi chilometri dal litorale ionico tarantino. Della quindicenne si hanno notizie certe fino alle 14.30, quando Sara esce da casa per raggiungere l'abitazione della cugina, Sabrina Misseri, di 22 anni, che l'aspetta per andare al mare. Le tracce si perdono definitivamente alle 14.42, quando il cellulare di Sara viene spento e non sara' mai piu' riacceso. La mamma della giovane ha sempre pensato e detto che Sara era stata rapita. La quindicenne e' stata cercata in questi giorni anche anche nelle cave, nei casolari, nei canali e nei pozzi. Il teste-chiave di questa storia e' sempre stata Sabrina Misseri, a casa della quale Sara praticamente viveva. Sara e Sabrina erano amiche per la pelle. La ricostruzione dei fatti e' stata confermata dai riscontri ottenuti dai militari attraverso i tabulati e le celle telefoniche. Sara esce da casa alle 14.30. Poiche' non ha credito sul cellulare, come'e' sua consuetudine fa uno squillo convenzionale sul telefonino della cugina per dirle che sta arrivando. Da via Verdi (vico secondo), dove abita Sara, a via Grazia Deledda, dove vive Sabrina, occorre camminare per 5-600 metri. Bisogna percorrere un serpentone di strade, deserte per la calura estiva, alla periferia della citta'. Dopo aver ricevuto lo squillo alle 14.30, Sabrina alle 14.35 viene raggiunta sotto casa sua dall'amica Mariangela che guida l'auto con la quale le tre ragazze devono raggiungere il mare, il 'Villaggio Aurora' che si trova sulla strada per la vicina San Pietro in Bevagna. Sabrina vede che Sara non arriva e chiede all'amica se l'ha incontrata per strada. ''Non ho visto nessuno'', le risponde Mariangela. Sabrina si preoccupa subito perche' Sara solitamente impiega cinque minuti per arrivare a casa sua. Afferra il cellulare e chiama la cuginetta. Il telefono squilla per cinque-sei volte, poi la chiamata viene respinta e scatta la segreteria telefonica. Sabrina non si da' per vinta. Ricompone il numero ma questa volta il cellulare di Sara e' spento. Sono le 14.42.